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- Astro Forest: una nuova opera d'arte a Palazzo dei Congressi
Intervista all'artista
Spiegaci il concetto di street art del Paste-Up…
Il Paste-Up è una tecnica di street art che mi consente di incollare immagini e fotografie da me create, stampate su carta, che poi ritaglio e applico direttamente sulle superfici urbane. Ma nel mio lavoro questo gesto diventa un’interpretazione del contesto urbano su scala epica: non si tratta solo di decorare un muro, ma di trasformare uno spazio pubblico in un luogo simbolico, poetico, capace di raccontare una storia collettiva.
Ogni installazione è progettata per essere partecipativa: coinvolgo attivamente la popolazione locale, che mi aiuta a ritagliare gli elementi di carta — spesso fiori, simboli naturali, dettagli che dialogano con il territorio — e a incollarli durante la fase di montaggio. Questo crea un senso di appartenenza e comunità, dove l’opera non è solo mia, ma diventa di tutti.
Il concetto di effimero è centrale: le opere sono pensate per essere temporanee, biodegradabili, sostenibili, realizzate con materiali naturali che si trasformano nel tempo senza lasciare tracce permanenti. È un’arte che vive e si trasforma: nasce, invecchia e muore, rimanendo nella memoria della città.
L’opera è passata da “Astro Flower”, ad “Astro Lake” e ora arriva “Astro Forest”: raccontaci cosa le unisce e le novità.
Il “fil rouge” che unisce le tre opere — “Astro Flower”, “Astro Lake” e ora “Astro Forest” — è un dialogo in continua evoluzione tra natura e città. Le installazioni si sovrappongono, mantenendo visibili gli elementi precedenti là dove lo spazio lo consente: i fiori del parco, i pesci del lago e ora la natura del bosco coabitano idealmente con noi nella Città di Lugano, ricordandoci che non esiste una vera separazione tra paesaggio urbano e naturale.
L’altro elemento centrale è la figura dell’Astronauta. Fin dal primo lavoro, questo personaggio è stato pensato come omaggio al nostro unico astronauta svizzero, Claude Nicollier, simbolo del genio, della curiosità e della capacità tecnologica umana. Ma nelle mie opere l’astronauta non è mai solo tecnologia: è un esploratore che, nonostante l’equipaggiamento spaziale, sceglie di immergersi nella natura del nostro territorio per rimanerne parte.
Questa figura diventa il ponte simbolico tra il nostro futuro scientifico e tecnologico e il nostro presente umano e naturale. È un richiamo a non perdere il legame con il mondo fisico, con gli alberi, i fiori, l’acqua, il bosco. Perché soprattutto oggi, in un’epoca in cui la vita digitale rischia di sostituire il rapporto diretto con la realtà, dobbiamo ricordare — a noi stessi e alle nuove generazioni — che siamo natura, prima ancora che tecnologia.
Con “Astro Forest”, l’installazione del 2025, ho voluto portare l’attenzione su un aspetto spesso trascurato di Lugano: la sua straordinaria ricchezza forestale. Molti conoscono i suoi parchi, i giardini e il lungolago, ma pochi sanno che oltre il 60% del territorio comunale è coperto da boschi. Questi spazi verdi non solo offrono bellezza e tranquillità, ma sono anche fondamentali per la biodiversità e la salute dell’ecosistema urbano. Questo progetto è un invito a riscoprire e valorizzare i boschi cittadini, riconoscendoli come parte integrante della nostra identità e del nostro futuro sostenibile.
Nelle opere è visibile il motto "Art will save the world": quale è l'augurio dietro a questo messaggio?
Il motto “Art Will Save the World” è il cuore di tutto. Non è solo uno slogan: è una speranza, un augurio, una responsabilità. Per Lugano e per il mondo del turismo congressuale significa credere che l’arte non sia un ornamento, ma un motore di cambiamento, di dialogo, di bellezza condivisa. Il mio augurio è che ogni persona che attraversa questo spazio — per un congresso, un evento, una fiera — porti a casa non solo informazioni o contatti, ma anche un’emozione, uno spunto di riflessione, un seme di meraviglia.
Cosa si prova a dare nuova vita all'opera e in un anno così speciale (i 50 anni di Palazzo dei Congressi)?
Dare nuova vita all’opera, per il terzo anno consecutivo e in occasione del 50° anniversario, è un onore e una sfida. È come riallacciare un dialogo già iniziato, ma con parole nuove. Ogni anno cambia il contesto, cambia il pubblico, cambia anche il mio sguardo: per questo l’opera non è mai la stessa. In un anno così speciale, voglio celebrare non solo il passato di questo luogo, ma anche il suo futuro: trasformare i muri di questa casa che ospita il mondo a Lugano in un simbolo di continuità, trasformazione e rinascita, dove innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale e civile possano convivere in armonia.
©Yuri Catania Studio
©Yuri Catania Studio